DAL COCORICO’ DI RICCIONE AL LONDON BRIDGE… VITA DI UN TERRORISTA – Enrico Nascimbeni

Quattro anni fa a Riccione vengono intervistati dei ragazzi da una tv locale (il video è stato scovato dal Corriere della Sera). “Dove andiamo?, Cocoricò o Baia Impeiale” I ragazzi ridono e scherzano. Tra di loro c’è Youssef Zaghba, il 22enne italo-marocchino  ha fatto parte del commando di terroristi  che hanno compiuto il recente attentato al London Bridge, che ha causato otto morti e una cinquantina di feriti: Zaghba e i suoi due complici sono stati ammazzati dalla polizia.

Guardando queste brevi immagini il primo pensiero è banalissimo. Cioè tutto può sembrare questo ragazzino tranne che un terrorista,  Ma si sa, ora il terrore ha volti spesso di ragazzi come ce en sono tanti. Integralismo? Islamismo? Mah. In queste immagini vedo più un bimbominkia come ce ne sono tanti. La sua religione? Pare che quattro anni fa non fosse così presente in lui. Perché, ad esempio, in quei locali si beve alcol, le donne si vestono come vogliono, girano parecchie sostanze. Si dice che poi si radicalizzano. Cambiano. Si incazzano con l’occidente e uccidono senza pietà. Sapendo che vanno a morire pure loro.

Quindi dovremmo pensare che Youssef in quattro anni è passato da sesso, droga e rock and roll al martirio su un ponte di Londra in nome di un dio che ha tradito prima e che ha tradito facendo quello che ha fatto. Secondo  me a questi di Allah non gliene può fregare di meno. Perché lo fanno, cosa cambia in loro realmente, chi li comanda e fiancheggia non si sa. Giovani fantasmi assassini camminano tra noi.

Insomma. Dal Cocoricò di Riccione al London Bridge. La strada è così breve?  Pare di si. E ripeto che qualche cosa non quadra. Ma non sta a me capire. Anche se vorrei capire.

Lascia una recensione

Lasciaci il tuo parere!

Notificami
avatar
wpDiscuz